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Tenda in Dolomiti, sì o no?

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 9 min

Questa è una domanda che in molti si fanno, e che mi sono sentita fare decine di volte sia dai miei clienti sia da chi mi segue sui social. Proviamo quindi di fare un po' di chiarezza.


Dormire in tenda è un'esperienza magnifica. Personalmente è la cosa che amo di più fare in montagna. Non mi riferisco alla semplice notte in tenda, ma al concatenare due o più giorni di cammino e passare la notte fuori. Non pensate che non apprezzi, ogni tanto, la comodità di un buon rifugio. Di certo un pasto caldo e pronto, una doccia a fine giornata, le chiacchiere con altri escursionisti e lo zaino più leggero sono validi motivi per scegliere questa opzione. Tuttavia a volte semplicemente non è possibile, perché non ci sono rifugi nella zona che vogliamo esplorare, o perché sono pieni, o semplicemente scegliamo di essere autonomi. Personalmente amo la libertà che mi dà la tenda, specialmente nei trekking lunghi: posso scegliere quando e dove fermarmi, senza dover per forza raggiungere un rifugio. Questo significa poter modulare le tappe sulla base di come si sta al momento, anticipare la sosta se si è stanchi o proseguire se ci si sente in forma. A volte mi è capitato di fermarmi in un posto perché era troppo bello, e volevo assolutamente approfittartene e rimanere un po' più a lungo. Infine trovo bellissimo il tempo che si passa in natura senza camminare. Piantare la tenda, ammirare il tramonto, cucinarsi una cena frugale sul fornellino a gas e mangiare ammirando le montagne, stare fermi a osservare la vita selvatica che si muove attorno a noi, svegliarsi nel cuore della notte per vedere la via lattea che splende nel cielo.... tutte queste sono piccole cose che mi riempiono il cuore di meraviglia e benessere, e che mi fanno preferire la scomodità della tenda al rifugio.

Ecco perché trovo che sia ingiusto e sbagliato vietare il campeggio libero. Purtroppo però viviamo in una società con delle regole a cui bisogna sottostare. Capisco anche il punto di vista del legislatore: quando queste leggi sono state fatte non c'era la cultura di amore e rispetto della montagna che c'è oggi, e permettere il campeggio probabilmente significava rischiare incendi, trovare immondizie abbandonate e campeggi fissi abusivi. Credo comunque che oggi sia ora di rivedere certe leggi, vista la sempre maggior frequentazione e rispetto della montagna da parte di tutti. Negare a persone rispettose e preparate di poter vivere la natura è sbagliato e ingiusto, non sarebbe ora di adottare il modello scandinavo? Ma questa ovviamente è solo la mia opinione.



Premessa: campeggio o bivacco notturno?

Tecnicamente, quando dormiamo in tenda in montagna, non stiamo campeggiando, ma bivaccando. La differenza sta nella durata: si parla si campeggio quando supera le 24 ore. Perciò se voi mettete la vostra tenda al tramonto e la smontate all'alba quello che state facendo è un bivacco notturno.

Il detto dice: "fatta la legge, trovato l'inganno". Infatti proprio in questa sottile differenza sta il punto. Se è vietato il campeggio ma non è specificato nulla riguardo al bivacco allora FORSE si può trovare una scappatoia.

Leggendo qua e là on line ho trovato alcuni siti scrivere che dormire in tenda non si può e basta, e altri dire che "tanto è bivacco quindi si può ovunque". In realtà facendo una ricerca approfondita è vero che alcune leggi non menzionano il bivacco notturno, ma altrettante lo fanno. Spesso si parla di bivacco alpinistico, o bivacco di emergenza, nel quale comunque non rientra il tipo di attività di cui stiamo parlando. Ma vediamo nel dettaglio cosa è scritto nelle varie leggi regionali.


Cosa dice la legge

Il motivo per cui in Italia c'è tanta confusione è che le leggi che regolano il campeggio sono regionali, perciò cambiano da regione a regione. Ma non solo: i comuni e i Parchi hanno la facoltà di introdurre leggi più restrittive, dividendo di fatto il territorio Dolomitico (ma in realtà di tutta Italia) in un mosaico di norme diverse in cui è difficile districarsi. Qui mi limiterò a parlare delle tre regioni in cui le Dolomiti sono incluse: Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

  • VENETO: l'articolo 12 della Legge Regionale 1984 n. 40 definisce le zone sottoposte a regime di riserva naturale regionale generale, e ne stabilisce le regole. Tra le altre cose dice: "Il campeggio e l’accensione di fuochi all’aperto sono consentiti solo all’interno delle aree appositamente individuate e attrezzate." Non si parla si campeggio a proposito di altre aree.

    PARCHI DELLA REGIONE:

    Regolamento Parco Nazionale dolomiti Bellunesi dice: "Il campeggio, in qualsiasi forma attuato, è consentito esclusivamente nelle aree attrezzate a ciò destinate.", ma la riga sotto scrive anche: "Il campeggio ed il bivacco sono ammessi soltanto al di fuori delle zone A (parte delle Vette Feltrine fino alla Piazza del Diavolo, zona dei Caserin nel gruppo del Cimonega, zona del monte Brendol, Piani Eterni, M.Talvena) fatto salvo quanto previsto dall’Art. 30, comma 7 (pernotto in grotta per speleologi). Il pernottamento temporaneo all’aperto per emergenza è comunque consentito." Quindi? Interpretabile.

    Regolamento Parco Dolomiti d'Ampezzo: "In zona di preparco, nel fondovalle, esistono aree attrezzate per la sosta dei campers e per il campeggio ed a quote più alte esistono bivacchi fissi e rifugi alpini attrezzati per il pernottamento, perciò non si può campeggiare con tende e camper."


  • FRIULI VENEZIA GIULIA: il decreto del presidente della regione del 18 dicembre 2007, n. 0418/Pres., stabilisce i divieti nei compendi silvo-pastorali e dei parchi di proprietà regionale, e dice: "è vietato fare campeggio libero, inteso quale attendamento in zone non specificatamente attrezzate a tale scopo prive di strutture anche rimovibili, fatte salve le deroghe previste dall’articolo 5, comma 4" Le deroghe possono essere decise dall'ispettorato forestale per motivi di studio, di didattica, sociali o di turismo sostenibile. Non è chiaro quali aree siano incluse e quali no, tuttavia le Dolomiti Friulane sono parte dell'omonimo parco. Il regolamento del Parco naturale regionale delle Dolomiti Friulane dice, articolo 10:"Il campeggio con uso di tenda, di camper o roulotte è vietato su tutto il territorio del Parco ad esclusione delle aree identificate dall’Ente parco con apposito regolamento in base a quanto riportato nel PCS. Sono consentiti bivacchi alpinistici, di una sola notte, in località non servite da rifugi o altre strutture allo scopo destinate e, pur in presenza di ricoveri montani o bivacchi, nel caso in cui essi non possano dare ospitalità perché al completo. Con le stesse modalità è consentita la collocazione di tende da campeggio in un’area a ridosso degli edifici esistenti. In deroga a quanto sopra e nel rispetto delle normative vigenti, può essere consentito, previa autorizzazione rilasciata dal Parco, il campeggio temporaneo a singoli o gruppi organizzati. Sono fatte salve le esigenze connesse alle attività istituzionali dell’Ente parco."


  • PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO: Legge provinciale 4 ottobre 2012, n. 19 dice: "È vietato campeggiare in tende o in mezzi mobili di soggiorno al di fuori delle strutture ricettive all'aperto (...) a eccezione dei seguenti casi:

    a)    insediamenti singoli occasionali, per un periodo non eccedente le ventiquattro ore, in zone dove non esistono espliciti divieti da parte delle competenti autorità;

    b)    insediamenti destinati ad ospitalità occasionale e gratuita concessa dal proprietario o dal possessore dell'area posta in stretta vicinanza alla sua casa di abitazione, con i limiti e nel rispetto delle condizioni previsti dal regolamento di esecuzione."

    PARCHI DELLA PROVINCIA:

    Regolamento parco Paneveggio Pale di San Martino: espressamente vietato anche il bivacco dal tramonto all'alba in attività escursionistica, consentito in attività alpinistica (aprire o percorrere vie alpinistiche).

    Regolamento parco Adamello-Brenta: "Per l’attività di campeggio libero è ammesso esclusivamente l’insediamento singolo occasionale, come definito dalla vigente normativa provinciale, per esigenze di bivacco alpino, dal tramonto all’alba, in zone non servite da strutture ricettive e a distanza dalle rive dei laghi. "

  • PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: qui la situazione è, se possibile, ancora peggiore. Il campeggio è vietato in tutto il territorio, incluso il bivacco notturno. A fine estate 2025 è stato avviato da parte della provincia e dei comuni montani un processo di inasprimento delle misure e dei controlli. Il motivo? Le centinaia di camper che ogni notte occupano tutti i parcheggi sui passi Dolomitici. Ora tali parcheggi sono tutti a disco orario, massimo 20 minuti. Ne consegue un enorme danno anche per gli escursionisti giornalieri, oltre al fatto che è stato ribadito il divieto anche di bivacco notturno. Temo che questo modello sarà presto adottato anche dalle regioni vicine, perché il divieto di sosta notturna per i camper sui passi bolzanini comporterà per forza un aumento di veicoli sui passi veneti e trentini (se possibile, perché anche quelli sono presi d'assalto).


E quindi?

Quindi, se vogliamo attenerci a quello che avete letto finora, l'unico posto dove dormire in tenda è permesso è nella provincia di Trento, ma fuori dai Parchi. Resta ambigua la situazione nel parco Dolomiti Bellunesi (prima scrivono di no, poi di sì) e nelle dolomiti Friulane (cosa vuol dire bivacco alpinistico?). Se invece consideriamo la scappatoia del bivacco notturno possiamo allargarci anche a Veneto e Friuli però solo fuori dai Parchi.

Riassumendo è complicato, e verrebbe da dire che tanto vale lasciar perdere...



Cosa succede nella realtà

Ora siamo onesti. E' pieno di gente che va a campeggiare. Io stessa lo faccio, amo farlo e non smetterò mai, dovesse anche diventare penale. Questo perché DI FATTO non ci sono controlli. Quindi, se è vietato ma nessuno controlla, ovvio che la gente lo fa. Sbagliato? Decidete voi.

Ci sono posti dove il campeggio è talmente accettato che si posso trovare ogni sera decine di tende. Val la pena parlare del caso delle Alte Vie. L'Alta Via 1 delle Dolomiti è diventata talmente famosa e frequentata che i rifugi non sono in grado di dare ospitalità a tutti gli escursionisti che ogni anno la percorrono. Quindi non resta alternativa se non la tenda. Ormai è diventato talmente normale vedere escursionisti che percorrono l'alta via con la tenda sulle spalle che nessuno, nemmeno i gestori dei rifugi, fa una piega. Anzi, spesso sono loro ad indicare dove poter piantare le tende.

D'altra parte penso (ma questo è un mio parere personale) che la stragrande maggioranza di chi si avventura con la tenda in montagna sia gente che ama, conosce e rispetta la montagna. Non parliamo di persone che campeggiano a bordo strada, fanno falò, musica, lasciano immondizie; ma di escursionisti consapevoli che vogliono solo poter occupare per una notte un paio di metri quadrati, e che probabilmente crolleranno di stanchezza alle 9 di sera, per poi rimettersi in cammino prima delle 7. Una presenza discreta e rispettosa.

A questo si aggiunge che chi dovrebbe fare i controlli sono carabinieri forestali, guardiaparco e polizia. Di fatto sono poche persone, che hanno una marea di compiti, e non è la loro priorità dare la caccia agli escursionisti. Inoltre non lavorano di notte. Anche questo contribuisce al rendere tollerata questa attività. Basti pensare anche alle centinaia di camper che ogni notte parcheggiano a bordo strada lungo i passi dolomitici o noi parcheggi all'inizio delle escursioni: anche loro stanno infrangendo la legge, eppure ce ne sono centinaia, ogni notte, fermi anche per più di una settimana. E non parlo solo di camper, che avendo il bagno effettivamente non lasciano nessun residuo, ma anche di van, che non hanno niente di più di una tenda (a parte il fatto di occupare il triplo dello spazio). Eppure a loro nessuno dà la multa! Mi sembra quindi una presa in giro dire ancora che io non posso mettere la mia tenda grande un metro per due dalle 7 di sera alle 7 di mattina in un posto raggiungibile solo con tre ore di cammino, magari oltre i 2000 metri di quota. Comunque ripeto che questo è un parere personale.


Regole per un campeggio rispettoso e sicuro

Mettiamo ora che avete individuato un posto dove è lecito bivaccare, e avete deciso di mettervi in cammino. Ecco alcune regole per godervi la nottata in sicurezza e senza impattare sull'ambiente.

  • trova un posto per la tenda che sia pianeggiante, evitando creste, forcelle, cime, impluvi. Questi posti sono molto instagrammabili ma non sicuri. Ricordati che il meteo cambia in fretta, e non vuoi davvero trovarti in forcella con un temporale notturno!

  • Evita di stare in prossimità di un rifugio o di una strada. Evita i posti più famosi, dove potrebbe esserci gente a qualsiasi ora (non sognarti di mettere la tenda al Sorapiss o alle Tre Cime!). Non intralciare il sentiero.

  • Pianta la tenda dopo il tramonto e smontala prima dell'alba.

  • Non accendere fuochi!!!!!

  • Non lasciare NESSUN TIPO di rifiuto. Ho detto nessuno. Nemmeno la buccia di banana, o i gusci di noce. Sono comunque rifiuti estranei all'ambiente e dannosi per flora e fauna. Non lasciare fazzolettini o carta igienica: procurati un sacchettino di plastica e riportali a valle. Se devi fare i bisogni scava una buca e poi ricopri tutto.

  • Non infastidire gli animali selvatici con schiamazzi, musica, luci notturne.

Fai sì che l'unica cosa che lasci dietro di te sia un rettangolo d'erba schiacciata, e l'unica cosa che porti via sia la serenità e il ricordo della magia della montagna di notte.




VERIFICA QUELLO CHE HAI LETTO:

Decreto del presidente della regione del 18 dicembre 2007, n. 0418/Pres.: https://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/Dettaglio.aspx?Id=5199

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