Piccolo anello Zoldano
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 6 min

Questo lungo anello abbraccia la Val di Zoldo stando a bassa quota, alla scoperta di paesi, boschi e tabià. Un itinerario di grande interesse storico, oltre che paesaggistico: infatti lungo il percorso si trovano moltissimi indizi che raccontano la vita di questa valle, e che sapranno svelare storie interessanti ad un occhio attento. Attraversando i paesi si possono vedere vecchi tabià (le case rurali tipiche), alcuni abbandonati e altri sapientemente ristrutturati, vicino a brutte case costruite nel boom turistico degli anni 40-50. Nei boschi si possono trovare capitelli, testimonianza della forte fede delle generazioni passate, resti di calchere, ruderi di case e stalle, ingressi di antiche miniere. Gli stessi sentieri che percorreremo sono un pezzo di storia: la maggior parte di essi infatti erano un tempo le uniche vie di comunicazione tra i paesi, prima che la strada provinciale fosse costruita nel fondovalle. Osservando invece il bosco si può conoscere qualcosa in più dell'ecosistema di cui siamo ospiti: per esempio, come mai un versante è abbondante di latifoglie, mentre nell'altro prevalgono le conifere?
Il modo migliore per scoprire tutte queste storie è percorrere questo interessante itinerario in compagnia di una guida che vi accompagni nella lettura del territorio.
Lunghezza: 18.4 km
Dislivello: 1160 m
Difficoltà tecnica: facile
Tempo stimato: 5/6 ore
Quota minima: Forno di Zoldo, 870 m
Quota massima: Colcerver, 1250 m
Punti d'appoggio: a Dont si trovano un bar e un ristorante. Verificare le aperture, perché spesso in primavera sono in ferie.
Itinerario
La descrizione che segue è l'itinerario che preferisco, con partenza da Forno di Zoldo e anello in senso anti orario. Le ragioni che me lo fanno preferire sono: la disponibilità di molti parcheggi gratuiti, la presenza di molti bar per iniziare la giornata o concludere con un gelato (anche se è bassa stagione e molti sono in ferie, almeno uno aperto si trova sempre!), e la possibilità di visitare a fine giornata il museo del ferro e del chiodo. Tuttavia niente vi impedisce di percorrere lo stesso anello partendo da un qualsiasi altro paese sul percorso (Dont, Fusine, La Villa...) o di percorrerlo in senso inverso.
Partiamo dunque da Forno di Zoldo, consiglio di parcheggiare di fronte alla farmacia (metà dei parcheggi sono a disco orario, ma l'altra metà sono liberi). Prima di partire potete prendere un caffè e approfittare del panificio Marcon e della vicina macelleria per prepararvi degli ottimi panini. Prendete poi via Carrera, e seguite la strada asfaltata per un primo ripido tratto, fino al paese di Astragal. Salite a borgata Lignot fino alla piccola chiesetta, e proseguite su via Col, ignorando i cartelli che indicano per il monte Punta. Superate le ultime case la strada entra in bosco, trasformandosi in una piacevole forestale. Percorrete una leggera salita, fino a superare un bel ponticello in legno, e scendere verso il paese La Villa. Camminare in questo bosco in primavera è davvero piacevole, i canti degli uccelli saranno la vostra colonna sonora, mentre potrete riempivi gli occhi del verde brillante delle prime foglie e dei colori dei fiori selvatici. Ogni tanto il bosco lascia vedere gli Spiz alle vostre spalle e la Moiazza di fonte.

Arrivati alla Villa attraversate il paese fino alla piccola chiesa (ogni piccolo paese qui ne ha una, testimonianza della fede delle passate generazioni) e proseguite sulla vecchia strada di Nosgieda. Una ripida salita porta ad un vecchio tabià, superato il quale abbandonate la strada per il sentiero, che vi porterà al piccolo paese abbandonato di Nosgieda (potete anche proseguire sulla strada, ma allunghereste un bel po'). Proseguite in falso piano fino al paese successivo: Iral.
Ora è il momento di cambiare versante: da Iral scendete sulla strada provinciale, raggiungete Fusine e scendete in via del Cristo. Dopo il ponte girate a sinistra per il cimitero, costeggiatene il muro esterno alla destra e seguite la strada forestale (un segnavia indica Cercenà). La strada prosegue in falsopiano fino al piccolo paese di Cercenà.

Questo è un vero gioiello nel bosco, case storiche e arte si incontrano in questo luogo senza tempo. Si prosegue poi sempre nel bosco e sempre in falsopiano, fino a Foppa. Di nuovo superate il paese fino a raggiungere la strada provinciale, seguitela per pochi metri fino al paese Pradel, e qui girate a destra verso Sottorogno. Finite le case seguite il sentiero che porta a Dont, ma prima di entrare in paese prendete il sentiero che sale a destra (segnavia per Colcerver). Ora è il momento di un po' di salita ripida, che vi farà girare sul fianco del Col Baion, fino al paese di Colcerver. Anche questo è una vera meraviglia, con i suoi antichi tabià e la vista spettacolare. Attraversate tutto il paese e troverete un ripido sentiero che in breve vi porta a Pralongo. Ormai manca poco, e scommetto che inizierete a sentire la stanchezza. Superate il ponticello e prendete via Sant Andrea, seguendo il segnavia che indica Forno. Costeggiate per un tratto il campeggio, poi prendete il sentiero che vi condurrà alla chiesetta di sant'Antonio abate, pochi metri prima del parcheggio da cui siete partiti al mattino.
Dopo questa giornata di esplorazione della valle sarebbe perfetto aggiungere una visita al museo del ferro e del chiodo che si trova a Forno. Qui troverete interessanti tracce della storia mineraria e siderurgica della valle, raccontati con passione dai volontari. Visitate il sito del comune per orari e visite guidate.
Posso farlo in altre stagioni?
Penso che la primavera sia il periodo migliore per percorrere questo anello, tuttavia è possibile farlo in qualsiasi momento non ci sia neve (potrebbe essere una bella escursione da fare anche in un inverno poco nevoso). In estate è una valida alternativa ai percorsi più frequentati o più impegnativi, ma potrebbe fare molto caldo, quindi portatevi una buona scorta di acqua.
Varianti
Ci sono decine di sentieri che si diramano da quello qui descritto, perciò le alternative sono moltissime. Con una buona mappa potete studiare il percorso che preferite. Ecco alcuni suggerimenti:
si può allungare il percorso aggiungendo due interessanti paesi: Costa e Coi. Da Iral un ripido sentiero porta al bellissimo Mas de Sabe, un tabià del 1400, per poi proseguire fino a Costa. Da qui su strada asfaltata si raggiunge Brusadaz e poi Coi. Qui si può ridiscendere a Fusine, oppure proseguire sulla "strada vegia" fino all'hotel Maè, raggiungere il ristorante la Palma, e da qui prendere il sentiero che porta a Soramaè e al cimitero di Fusine. Sicuramente è una aggiunta molto bella ma consistente: 300 metri di dislivello e 9 km, quindi circa 3 ore.
si può invece accorciare un po' saltando Colcerver. Dopo il primo tratto di salita da Dont invece di prendere il sentiero che continua a salire potete rimanere sulla strada forestale, che vi porterà direttamente a Pralongo.
Potete percorrere la metà superiore o quella inferiore dell'anello passando direttamente da La Villa a Dont.
Se invece siete in cerca di grandi avventure per l'estate potete percorrere l'anello zoldano classico, un magnifico itinerario di 6 giorni che abbraccia la valle a quote ben più alte, portando l'escursionista a scoprire tutte le meravigliose cime che la circondano, su sentieri spesso poco noti e per nulla banali.
Mappa e tracciato

Se volete una mappa cartacea consiglio la mappa Tabacco 25, Dolomiti di Zoldo, cadorine e agordine. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.
Con la guida
Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?
La guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.
Inoltre potrà modulare durata e difficoltà dell'escursione al momento, in base alle tue esigenze. Se quel giorno ti senti particolarmente in forma, o al contrario l'escursione si rivela troppo lunga, la guida potrà modificare il percorso in base a come ti senti, grazie alla profonda conoscenza del luogo. Inoltre a volte è anche bello rilassarsi senza dover pensare a dove andare o quanto manca!
La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento.
Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!
Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

Disclaimer
Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.
Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.
Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.
Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.















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