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Ai piedi del Pelmo

  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min
ciaspolata ai piedi del pelmo

Questa escursione vi porterà in un ambiente da fiaba, ai piedi di una delle montagne più iconiche delle Dolomiti, il Pelmo. Ci sono tante cime famose in Dolomiti, ma il Pelmo è speciale per la sua forma unica, squadrata, isolata da tutte le altre, e facilmente riconoscibile da ogni angolazione. Con una ciaspolata semplice potrete andarci così vicino che vi sembrerà di poterlo toccare!

La maggior parte di questa escursione si svolge in bosco, ed è generalmente sicura dal rischio di valanghe. Non ha difficoltà tecniche, e la salita è dolce e costante. L'unica difficoltà potrebbe essere data dall'orientamento, se non è passato nessuno prima di voi. Tuttavia il sentiero è spesso battuto.

Io amo particolarmente questa escursione, e l'ho percorsa tantissime volte. Durante il Covid era la mia scappatoia, la raggiungevo attraverso sentieri nel bosco, senza farmi vedere sulle strade. L'ho percorsa varie volte anche per lavoro, specialmente in notturna. Trovo che sia perfetta per un'escursione sotto le stelle: vedere il Pelmo di notte da qui è un'esperienza memorabile.


Lunghezza: 6 km

Dislivello: 500 m

Difficoltà: facile

Tempo stimato: 4 ore

Quota minima: Coi, 1500 m

Quota massima: I Lach, 2000 m

Punti d'appoggio: nessuno



Itinerario

Il punto di partenza per questa escursione è Coi, in Val di Zoldo. Il paese è piccolo e non ha parcheggio, perciò si consiglia di fermarsi prima di entrarci, ci sono alcuni spiazzi sul lato destro. Camminando in questo paese si può facilmente immaginare di fare un tuffo nel passato: i vecchi tabià, alcuni ristrutturati e altri originali, ricordano la dura vita dei contadini e allevatori di montagna. La vista è magnifica, sia sul Civetta che sul Pelmo. Alcune belle fontane in legno offrono acqua fresca e buonissima agli escursionisti in partenza.

Poco prima di arrivare alla chiesa del paese troverete una strada che sale decisa a sinistra, di fianco ad un tabià con una mucca disegnata. Salite questa strada, con il Pelmo davanti a voi. Finite le case la strada diventa una forestale (sentiero 473) che continua a salire fino al alcune vecchie case sovrastanti il paese. Qui, in corrispondenza di una casa più grande delle altre e di una fontana, prendete il sentiero a destra, seguendo le indicazioni per il rifugio Venezia.

La strada continua a salire nel bosco, con alcuni tratti un po' più ripidi, fino a raggiungere un'altra abitazione, decisamente più grande delle precedenti. Poco prima di raggiungere la casa troverete un sentiero a sinistra, di nuovo indicato da un segnavia. Ancora un piccolo sforzo, e tutto il sudore sarà ripagato: ad un certo punto il bosco si dirada, e davanti a voi appare il Pelmo in tutta la sua maestosità. Si continua a camminare ora in ambiente aperto, e si possono vedere anche le altre cime: il Civetta, dal lato opposto della valle, le Marmolada e il Sella piccolini in fondo.

Incrociamo il sentiero 472, che collega il passo Staulanza al rifugio Venezia, e proseguiamo in direzione di quest'ultimo. In estate questo tratto di sentiero è un corridoio in mezzo a pareti di pino mugo. In inverno, se c'è molta neve, i mughi sono schiacciati sotto una bianca coperta, su cui potrete camminare comodamente. Se invece la neve è poca dovrete prestare molta attenzione a non incastravi tra i rami!

Il sentiero continua a salire dolcemente, portandovi sempre più vicini alla montagna. Superate un ultimo tornante e un breve boschetto, per poi sbucare su una bella piana aperta, il posto migliore per una pausa pranzo e qualche bella foto.

Ora dovrete abbandonare il sentiero 472 e attraversare la piana per prendere il sentiero 526. Gli ultimi metri in salita vi porteranno ad un'ampia forcella, da cui inizierete la discesa. Dovrete attraversare un ripido boschetto, seguito da una prima radura, un secondo boschetto e una seconda radura. Se il sentiero non è battuto (spesso qui ci sono molte tracce di sciatori in discesa, che si divertono a fare molte curve ma non aiutano a trovare il percorso migliore) prestate molta attenzione ai segnavia dipinti sugli alberi, specialmente nella seconda radura. Quando il sentiero è coperto di neve è facile sbagliare.

Un ultimo ripido tratto in bosco vi riporterà sulla strada forestale dell'andata, poco sopra la cascina con la fontana, e in una decina di munti sarete di nuovo a Coi.



Posso farlo in altre stagioni?

Sì, questo sentiero è percorribile in ogni stagione. In estate può essere allungato e integrato con altri percorsi, per esempio il Sass de Formedal e il monte Punta.

L'autunno qui è magico, le distese di larici rorati vi lasceranno senza fiato.


Varianti

Dalla piana alla fine della salita è possibile proseguire fino al rifugio Venezia. E' un itinerario magnifico, ma molto lungo e a rischio valanghe, che consiglio a ciaspolatori esperti. Inoltre dovete poi tornare per lo stesso sentiero. Se invece volete una alternativa migliore per raggiungere il rifugio Venezia vi consiglio l'anello del monte Pena.


Mappa e tracciato

ciaspolata col margherita

Se volete una mappa cartacea consiglio la Tabacco 25, Val di Zoldo. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.




Con la guida

Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?

Innanzitutto se non hai dimestichezza con l'ambiente innevato, se non sai valutare il rischio valanghe, non conosci il territorio e non hai mai indossato le ciaspole ti sconsiglio di avventurarti sulla neve da solo. La montagna in inverno è pericolosa e un errore può essere fatale. Durante il periodo invernale i soccorsi in montagna sono molti, la conoscenza dell'ambiente e il rispetto dei propri limiti vengono sempre più trascurati, perciò anche pensare "seguo gli altri" non ti mette al sicuro. Invece una guida è esperta del territorio e ti guiderà in sicurezza su questo o altri itinerari in base alle condizioni del momento e alla tua preparazione. Se dovesse ritenere pericoloso questo percorso te ne proporrà uno alternativo, così da non perdere la giornata!

Inoltre la guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata sulla neve ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.

La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, e potrà noleggiarti le ciaspole e i bastoncini, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento. Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!

Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

ciaspolata col margherita

Disclaimer

Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.

Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.

Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo e di innevamento, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.

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