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Anello del monte Pena e rifugio Venezia

ciaspolata al rifugio su'n paradis

Una grandiosa ciaspolata a cavallo tra Val di Zoldo e Valle del Boite. Lunga ma non difficile, con panorami mozzafiato, non troppo affollata: un mix perfetto che vi farà innamorare!

Il monte Pena è uno scoglio roccioso ai piedi del gigantesco Pelmo. La forma è quella tipica di molte altre cime di origine dolomitica: un lato verticale si contrappone ad uno dolce ricoperto di pascoli e boschi. Sembra messo lì apposta per raggiungere facilmente la cima e ammirare lo spettacolo del Caregon. Eppure il nome racconta una storia diversa: una storia di vite faticose, che cercano di spremere alla montagna quel poco che può dare all'uomo per la sopravvivenza. Ultimamente è stato ribattezzato monte Penna, perché il nome è "più social", ma a me piace ricordare che la toponomastica non è mai casuale, ma racconta il passato delle genti che qui hanno vissuto.

Il rifugio Venezia è una meta rinomata, raggiungibile in estate da più direzioni, fa parte di due Alte Vie e svariati altri trekking pluri giornalieri. In inverno è molto apprezzato perché facile da raggiungere e quasi sempre sicuro. Tuttavia la maggior parte delle persone salgono e scendono dallo stesso sentiero, perché ignorano la possibilità di compiere questo anello. Ora vi racconto il percorso nel dettaglio.


Lunghezza: 13 km

Dislivello: 600 m

Difficoltà: media

Tempo stimato: 6/7 ore

Quota minima: Zoppè, 1550 m

Quota massima: passo di Rucurto, 2000 m

Punti d'appoggio: nessuno



Itinerario

Si parte da Zoppè, raggiungibile dalla Val di Zoldo. Il paese è bellissimo e, se vi avanza tempo, merita una passeggiata tra vecchi tabià con vista privilegiata sul Pelmo. In centro paese c'è un bar e un piccolo alimentari, ma sono aperti solo in alta stagione. Superate il paese e continuate fino a superare la pista dell'elicottero e malga Livan. Dove la strada finisce ci sono dei posti auto, gratuiti. La malga merita una pausa di fine gita, hanno torte strepitose, taglieri di affettati e formaggi eccezionali e tutti di loro produzione (se non avete tempo potete comprare del formaggio da portare a casa).

Prendete la strada sopra la malga che prosegue in piano per una decina di minuti, fino ad un primo bivio. Qui prendete la strada che sale a sinistra e salite i primi tornanti. Ad un tornante troverete un bivio, indicato da un segnavia. Qui tutti proseguono sulla strada forestale, noi invece giriamo a destra, sul sentiero 493. Ora non siamo più su una strada, ma su un piccolo sentiero nel bosco, che può essere difficile da individuare se non c'è già una traccia. Perciò raccomando di avere una traccia gpx. Si continua a salire in un bel bosco, fino a forcella Cianpestrin.

ciaspolata monte pena e rifugio venezia

Ora il sentiero scende un po', per poi risalire sull'altro versante. Si trova poi un torrente da attraversare, unico punto che potrebbe dare un po' di problemi in caso di grossi accumuli di neve. Superato questo in breve incrociamo il sentiero 475 che sale da Malga Ciauta. Ora il panorama si apre, e possiamo ammirare il Pelmo davanti a noi e l'Antelao alle nostre stalle. Si prosegue in salita con qualche ripido strappo. La stanchezza inizia a farsi sentire, ma ormai non manca molto! Infatti un'ultima brave salita ripida ci porta sul pianoro alle pendici del Pena e da qui con comoda camminata al Passo di Rucurto. Ora la vista è davvero incredibile, il Pelmo è vicinissimo! Ancora pochi metri e si raggiunge il rifugio Venezia, chiuso in inverno, ma che offre una meravigliosa terrazza panoramica e assolata dove godersi i meritati panini.

Per il rientro torniamo al Passo di Rucurto e scendiamo sulla strada forestale davanti a noi. Questa è la strada più nota per raggiugere il rifugio Venezia, abbastanza frequentata nei weekend di sole. La discesa è semplice e piacevole, alternata da tratti in piano, e vi riporterà al bivio della mattina. Attenzione ad alcuni punti dove i versanti del Pena possono scaricare valanghe sulla strada. Nonostante questo percorso sia per la maggior parte in bosco non è raccomandato percorrerlo con rischio valanghe.



Posso farlo in altre stagioni?

Questo itinerario è magnifico in ogni stagione. In primavera potrete ammirare la fioritura dei crochi, in estate ci sono cavalli e mucche che pascolano alle pendici del Pena, in autunno è un tripudio di giallo e oro.


Varianti

Se siete molto allenati e c'è una buona neve (stabile e dura) potete aggiungere la cima del monte Pena. Calcolate dal Passo di Rucurto un'altra ora/ora e mezza di salita, 200 metri di dislivello. Il sentiero attraversa la piana alle pendici della montagna per poi inoltrarsi nel bosco e ricominciare a salire. Attenzione alla presenza di alcuni "crepacci" nella roccia che in inverno potrebbero essere nascosti dalla neve. L'ultimo tratto fuori dal bosco è molto ripido e coperto di mughi, quindi non sempre percorribile (potreste trovarvi a sprofondare tra i rami!). Dalla cima la vista ripagherà tutta la fatica fatta!

Per raggiungere il rifugio ci sono altre due possibilità: da Borca di Cadore, passando per Malga Ciauta, o da Palafavera. Entrambe non danno la possibilità di effettuare un anello.


Mappa e tracciato

ciaspolata al rifugio su'n paradis

Se volete una mappa cartacea consiglio la Tabacco 025, Dolomiti di Zoldo. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.




Con la guida

Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?

Innanzitutto se non hai dimestichezza con l'ambiente innevato, se non sai valutare il rischio valanghe, non conosci il territorio e non hai mai indossato le ciaspole ti sconsiglio di avventurarti sulla neve da solo. La montagna in inverno è pericolosa e un errore può essere fatale. Durante il periodo invernale i soccorsi in montagna sono molti, la conoscenza dell'ambiente e il rispetto dei propri limiti vengono sempre più trascurati, perciò anche pensare "seguo gli altri" non ti mette al sicuro. Invece una guida è esperta del territorio e ti guiderà in sicurezza su questo o altri itinerari in base alle condizioni del momento e alla tua preparazione. Se dovesse ritenere pericoloso questo percorso te ne proporrà uno alternativo, così da non perdere la giornata!

Inoltre la guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata sulla neve ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.

La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, e potrà noleggiarti le ciaspole e i bastoncini, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento. Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!

Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

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Disclaimer

Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.

Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.

Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo e di innevamento, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.

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