Rifugio Scarpa
- 12 ore fa
- Tempo di lettura: 5 min

Questa ciaspolata è abbastanza famosa, per 3 motivi: non è difficile, forse un po' faticosa per chi non è allenato, ma si svolge quasi interamente su strada forestale, sempre battuta almeno in salita; sicura da rischio valanghe, almeno nella prima metà; il rifugio è aperto anche d'inverno, e offre piatti caldi e un bel larin dove sedersi a gustarli. È una ciaspolata molto bella, che porta a conoscere una zona delle Dolomiti lontana dai flussi turistici, un angolo nascosto e meraviglioso: l'Agner, i Monti del Sole, le dolomiti Bellunesi. La prima parte si svolge su una ex pista da sci, abbandonata perché isolata dai grandi comprensori vicini (Civetta e Falcade).
L'unica pecca potrebbe essere ricercata nella bassa quota, che in questi ultimi inverni poco nevosi potrebbe farvi rinunciare alle ciaspole.
Lunghezza: 12 km
Dislivello: 700 m
Difficoltà: media
Tempo stimato: 5/6 ore
Quota minima: Frassenè, 1100 m
Quota massima: rifugio Scarpa, 1735 m
Punti d'appoggio: rifugio Scarpa
Itinerario
Questa escursione parte da Frassenè, un piccolo paese sulla strada che collega Agordo alla Forcella Aurine. Sotto la chiesa si trova un ampio parcheggio, di solito spalato. Sulla strada principale c'è un piccolo bar per un caffè.
Per raggiungere l'inizio del sentiero bisogna imboccare via Domadore e attraversare il paese fino a che questa si biforca. Prendete la strada a destra. Questa sale con dolci tornanti in un fitto bosco. Ogni tornante passerete sotto alla vecchia seggiovia, purtroppo abbandonata con ancora i seggiolini appesi; un orrendo rifiuto lasciato a deturpare il bosco. Seguendo sempre la strada principale e ignorando le deviazioni arriverete diretti al rifugio, senza sbagliare! In alternativa c'è un sentiero che taglia i tornanti e sale più ripido e veloce. Scegliete quello che preferite in base alla quantità di neve e al vostro allenamento. Un consiglio: spesso la strada è battuta dal gatto delle nevi del rifugio, oppure c'è poca neve, e questo potrebbe invogliarvi a partire senza ciaspole. Si può fare, ma portate con voi almeno dei ramponcini perché spesso la strada si trasforma in una lastra ghiacciata.
Ad un po' più di metà salita arriverete alla base della pista da sci; anche qui potete scegliere se salire diretti per la pista o continuare sulla strada che sale più dolce.
Quando uscirete dal bosco il panorama che vi aspetta è incredibile: l'Agner svetta imponente sulle vostre teste, mentre alle vostre spalle si aprono i monti del Sole e le selvagge Dolomiti Bellunesi. Il rifugio è un punto di osservazione fantastico, prendetevi una pausa per ammirare il panorama e godervi un pasto caldo. Qui si trova anche un bivacco, Malga Losch, dove ci si può riparare se il rifugio è chiuso.

Per la seconda parte di questa escursione valutate attentamente il rischio valanghe. Se fino a qui infatti la strada era abbastanza sicura, ora dobbiamo fare un traverso spesso a rischio. Se valutate che non sia sicuro scendete da dove siete saliti, sarà comunque stata una gran giornata!
Dal rifugio tornate indietro di qualche metro e prendete il sentiero 773, indicazioni per passo col di Luna. La prima parte di questo sentiero è quella più a rischio poiché siete in ambiente aperto sotto le ripide pareti dell'Agner. Si entra poi in bosco e si prosegue in piacevole falsopiano fino ad incontrare un nuovo bivio. Qui si lascia il sentiero pianeggiante e si inizia decisamente a scendere sul 772. In brave si arriva alla bella Malga Luna, un altro piccolo bivacco sempre aperto, poi il sentiero diventa di nuovo strada forestale e scende con molti tornanti fino ai bei fienili Domadore e poi a via Domadore, su quel bivio dove al mattino avete preso il sentiero di destra.
Posso farlo in altre stagioni?
Sì, questo sentiero è percorribile in ogni stagione. In estate il rifugio è aperto da giugno a settembre, e ci sono molte possibilità di modificare e allungare l'itinerario qui proposto.
Varianti
La variante più nota a questo classico itinerario è l'aggiunta della salita al Col di Luna. Dal bivio tra i sentieri 773 e 772 invece di scendere verso quest'ultimo si continua dritti fino al passo Col di Luna, e da qui si raggiunge la bella e panoramica cima del colle. Sentiero bellissimo, che allunga di circa un'ora e mezza (tra andata e ritorno), e che richiede neve molto stabile e sicura.
Si può partire per raggiungere il rifugio anche da Forcella Aurine. Un vecchio sentiero, non facile da individuare, porta ai fienili Domadore, da cui ci si ricollega al sentiero 772 per malga Luna. Nonostante si parta un po' più in quota il lungo traverso in falsopiano richiede un po' di tempo, e alla fine l'escursione risulta più lunga rispetto a partire da Frassenè. Considerando anche che raramente è battuta e che non è possibile fare un anello io la sconsiglio. Il sentiero che da Forcella Aurine sale direttamente al Col di Luna è molto ripido e lo sconsiglio con neve.
Mappa e tracciato

Se volete una mappa cartacea consiglio la Tabacco 22, Pale di San Martino. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.
Con la guida
Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?
Innanzitutto se non hai dimestichezza con l'ambiente innevato, se non sai valutare il rischio valanghe, non conosci il territorio e non hai mai indossato le ciaspole ti sconsiglio di avventurarti sulla neve da solo. La montagna in inverno è pericolosa e un errore può essere fatale. Durante il periodo invernale i soccorsi in montagna sono molti, la conoscenza dell'ambiente e il rispetto dei propri limiti vengono sempre più trascurati, perciò anche pensare "seguo gli altri" non ti mette al sicuro. Invece una guida è esperta del territorio e ti guiderà in sicurezza su questo o altri itinerari in base alle condizioni del momento e alla tua preparazione. Se dovesse ritenere pericoloso questo percorso te ne proporrà uno alternativo, così da non perdere la giornata!
Inoltre la guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata sulla neve ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.
La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, e potrà noleggiarti le ciaspole e i bastoncini, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento. Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!
Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

Disclaimer
Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.
Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.
Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo e di innevamento, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.
Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.















Commenti