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Col dei Bos

Ciaspolata col dei bos

Questa è forse la mia ciaspolata preferita! Un favoloso percorso ad anello, con panorami grandiosi e sempre differenti, poco (o quasi per nulla) frequentato, non eccessivamente lungo. Si sta quasi interamente sopra al bosco, con viste meravigliose sulle cime dolomitiche più famose. Il momento in cui si raggiunge la prima forcella è magico: il panorama che si apre davanti sembra irreale.

Nel complesso è un itinerario breve, ma ciò non significa che sia semplice. A seconda di quanta neve c'è accumulata può essere banale oppure molto impegnativo. Inoltre è una zona soggetta a rischio valanghe, perciò bisogna conoscere molto bene la neve e saper riconoscere se è sicuro proseguire o no (ovviamente dopo aver consultato il bollettino valanghe, non serve nemmeno dirlo, vero?).

Consiglio quindi questa escursione a ciaspolatori esperti. Se non lo sei ma vuoi comunque vivere questa esperienza contattami per organizzare una escursione su misura!


Lunghezza: 7,5 km

Dislivello: 650 m

Difficoltà: difficile

Tempo stimato: 4/5 ore

Quota minima: parcheggio, 2050 m

Quota massima: forcella Travenanzes, 2500 m

Punti d'appoggio: nessuno



Itinerario

Per questa escursione partiamo dal parcheggio del Col Gallina, di fronte al ristorante da Strobel. Se salite da Cortina è la strada che sale al Passo Falzarego, pochi tornanti prima di arrivare in cima. Il parcheggio è gratuito ma non è molto grande, meglio essere qui la mattina presto!

Attraversiamo il parcheggio del ristorante, lasciandoci le piste da sci alle spalle, e prendiamo il sentiero di fronte. Ci sono dei segnavia e un grande cartello che annuncia che ci troviamo nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo. Siamo ora sul sentiero 423 e superato un ponticello iniziamo subito a salire. Questo primissimo tratto è un po' faticoso, il giusto per scaldarsi, e con qualche tornante immerso tra larici e pini cembri, porta alla strada forestale sopra di noi. Tutto il primo tratto della nostra gita è esposto decisamente a sud, quindi in inverni poco nevosi potreste trovare molta differenza di accumulo di neve: potrebbe non essercene proprio qui, ma poi essercene molta più avanti. Quindi se dal parcheggio vi sembra che la neve sia poca mettete comunque le ciaspole in zaino!

Siamo ora sulla strada forestale che passa proprio sotto al Col dei Bos e a Cima Falzarego. Abbiamo superato gli ultimi alberi, e la vista spazia dal Sorapiss alla Marmolada. Si prosegue sulla forestale e in breve si giunge agli ospedaletti. Questi ruderi altro non sono che gli ospedali costruiti dagli italiani durante la prima guerra mondiale, in una zona vicina al fronte ma abbastanza riparata dal fuoco nemico. Si prosegue sulla forestale, con un paio di tornanti in discesa, fino ad incrociare una nuova strada forestale, la numero 412, che sale da un parcheggio più in basso. Ricominciamo ora a salire, e poco dopo attraversiamo una galleria, anch'essa costruita durante la guerra. Ora la strada sale con lunghi e dolci tornanti, la vista è sempre stupenda. Fate attenzione in questa zona, perché non è raro che in giornate calde scendano valanghe dalla forcella che investono proprio la strada forestale. Ma guardate attentamente anche le rocce che vi circondano: qui vivono molti camosci, e non è raro riuscire a vederne qualcuno o anche interi branchi, alla ricerca di sole e della poca erba secca che affiora dalla neve.

ciaspolata col dei bos

Quando la strada raggiunge la base della Tofana potremmo trovare il primo ostacolo: questo tratto, banale in estate, a volte accumula così tanta neve da diventare insuperabile. Potreste passare comodamente, potreste dover camminare su una sottile traccia esposta, potreste dover "ramponare" su neve ghiacciata, oppure semplicemente rinunciare. Tutto dipende dalla quantità e dal tipo di neve che troverete.

Proseguendo dovrete superare un ultimo strappo di ripida salita prima di raggiungere finalmente la Forcella Col dei Bos. Date un ultimo sguardo alla Croda da Lago e al Pelmo dietro di voi prima di dedicare la vostra attenzione alle meravigliose cime di Fanis e Fanes che si stagliano come torri rosse di fronte a voi. Queste cime hanno assistito ad aspre battaglie tra italiani e austriaci durante la prima guerra mondiale, e ne portano ancora i segni: qui ci sono trincee, baracche e rifugi, peccato che ora siano coperti di neve e non sia possibile vederli.

ciaspolata col dei bos

Fin qui potreste aver incontrato alcune persone (oltre ai camosci!) e trovato la traccia battuta, ma oltre spesso non troverete altro! Il sentiero che dovete seguire è ora il 402/401, tuttavia è molto difficile individuarlo, così coperto di neve. Dalla forcella girate decisamente a sinistra, e puntate verso il rifugio Lagazuoi, ora ben visibile il lontananza sulla cima di una roccia. Se non conoscete la zona e non c'è la traccia qui potrebbe essere facile sbagliare e trovarsi a vagare tra rocce e cumuli di neve. Comunque se il tempo è bello e continuate ad andare in direzione del rifugio non potete perdervi davvero. Questo tratto è affascinante, non dimenticate di girarvi ogni tanto per ammirare l'impressionate piramide della Tofana di Rozes, e sua sorella la Tofana di Dentro.

L'ultimo traverso prima di raggiungere la seconda forcella potrebbe di nuovo creare qualche difficoltà: stretto ed esposto anche in estate, in inverno è sempre all'ombra, quindi può trasformarsi in uno scivolo ghiacciato. Ma questa volta non è un grosso problema, se non fosse possibile affrontare il traverso basterà scendere di qualche metro per risalire dall'altra parte.

Giunti in forcella Travenanzes ritroviamo la vista sulle cime conosciute al mattino.

Sotto di noi si vede ora la pista da sci che scende dal Lagazuoi, e che dobbiamo raggiungere. Di nuovo ci troviamo di fronte ad una (ultima) difficoltà. Il primo tratto di discesa dalla forcella è ripidissimo. Potete provare a fare dei zig zag incidendo la neve con le ciaspole, oppure lasciarvi scivolare giù per qualche metro.

L'ultimo tratto della nostra giornata è quello meno bello: dovremo costeggiare la pista da sci fino a tornare alla macchina. Vi ricordo che camminare sulle piste è vietato, perciò prestate molta attenzione se dovete attraversarla, e per la discesa cercate di stare all'esterno, dove ci sono i cannoni. In brave sarete di nuovo al parcheggio.


Come avrete capito questa escursione non è banale. Richiede conoscenza della neve, capacità di valutare la situazione, dimestichezza nell'uso delle ciaspole. Anche l'attrezzatura è importante: raccomando di avere ciaspole con grossi ramponi, per facilitare la progressione nei tratti impegnativi.


Posso farlo in altre stagioni?

Certo! Questa escursione è meravigliosa anche in estate. Lontana dai grossi flussi turistici, mescola panorami incredibili, storia, e ambienti diversi. Inoltre in assenza di neve può essere allungata raggiungendo il Lagazuoi.

Anche in autunno può essere percorsa, anche se non è il posto migliore per ammirare il foliage.

Sconsigliatissima invece in primavera.


Varianti

Se il parcheggio al Col Gallina è pieno, oppure se ha nevicato di recente, si può partire dal magistrato delle acque, poco più in basso. Partendo da qui si sale in un bel bosco, per poi ricongiungersi alla strada forestale che sale alla forcella Col dei Bos. Per tornare alla macchina si può semplicemente scendere al Col Gallina e percorrere 10 minuti di asfalto, oppure ricongiungersi alla forestale che passa dagli ospedaletti. Questa opzione però non è facile da individuare: è un sentiero quasi abbandonato, difficile da trovare anche in estate. Dalla pista da sci, dopo aver superato l'ultimo muretto e raggiiunto l'ultimo tratto quasi pianeggiante, dovete abbandonare la pista e "tuffarvi" tra i mughi. Sicuramente più semplice se c'è abbastanza neve da sommergere i mughi, altrimenti potrebbe essere una dura lotta! Comunque non è un tratto lungo, in breve vi troverete di nuovo sulla forestale. Consiglio traccia gpx


Mappa e tracciato

ciaspolata col dei bos

Se volete una mappa cartacea consiglio la Tabacco 003, Cortina. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.




Con la guida

Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?

Innanzitutto se non hai dimestichezza con l'ambiente innevato, se non sai valutare il rischio valanghe, non conosci il territorio e non hai mai indossato le ciaspole ti sconsiglio di avventurarti sulla neve da solo. La montagna in inverno è pericolosa e un errore può essere fatale. Durante il periodo invernale i soccorsi in montagna sono molti, la conoscenza dell'ambiente e il rispetto dei propri limiti vengono sempre più trascurati, perciò anche pensare "seguo gli altri" non ti mette al sicuro. Invece una guida è esperta del territorio e ti guiderà in sicurezza su questo o altri itinerari in base alle condizioni del momento e alla tua preparazione. Se dovesse ritenere pericoloso questo percorso te ne proporrà uno alternativo, così da non perdere la giornata!

Inoltre la guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata sulla neve ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.

La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, e potrà noleggiarti le ciaspole e i bastoncini, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento. Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!

Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

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Disclaimer

Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.

Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.

Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo e di innevamento, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.

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