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Monte Punta

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min
Ciaspolata al monte Punta

Il monte Punta è una piccola cima in Val di Zoldo, che di per sé non ha nulla di speciale. La sua bellezza e la sua fama derivano dai giganti che la circondano, dal panorama a 360° che si gode dalla cima e, non da ultimo, dalla facilità dell'itinerario. Questa cima è molto frequentata, soprattutto in estate, proprio perché facile da raggiungere. In inverno diventa una ciaspolata di media difficoltà, un po' faticosa soprattutto se non tracciata da altri prima di voi. La salita è interamente in bosco, il che la rende molto sicura da rischio valanghe, e la vista in cima ripagherà la fatica!

Questo colle è stato molto sfruttato in passato dagli abitanti della valle, e ancora ne conserva i segni, che svelerà all'escursionista curioso con voglia di avventurarsi anche fuori sentiero. Infatti le sue pendici sono state sfruttate come pascolo, mentre nelle zone più impervie sono state scavate miniere di ferro. Poco sotto la cima invece si trovano tracce di trincee e fortificazioni, che facevano parte della linea gialla, una linea difensiva costruita dall'impero austriaco nel 1916-17 che da Casera Razzo proseguiva fino a Cima Caldiera sull'Altopiano di Asiago. Tutte queste attività hanno lasciato un segno, ed esplorando i molti sentieri che percorrono i fianchi della montagna (ma soprattutto uscendone un po') potrete trovare vecchi tabià, ruderi, resti di calchere e carbonaie, trincee, ingressi di miniere e decine di tracce di vecchi sentieri abbandonati. Una vera miniera di storia.

Il lascito più interessante di questo passato sono i molti sentieri che conducono alla cima. In estate le possibilità sono molte, ma in inverno la scelta è più limitata. I sentieri facilmente percorribili sono due salendo da Costa e uno da Zoppè. L'itinerario qui proposto utilizza i due sentieri che salgono da Costa. Può essere percorso in senso inverso, oppure si può scegliere uno dei due sentieri e ripercorrerlo al ritorno.


Lunghezza: 7 km

Dislivello: 600 m

Difficoltà: media

Tempo stimato: 4-5 ore

Quota minima: Costa, 1420 m

Quota massima: Monte Punta, 2000 m

Punti d'appoggio: nessuno



Itinerario

Punto di partenza per questa escursione è Costa, piccolo paese in Val di Zoldo. Per arrivarci la strada è stretta e ripida, prestate molta attenzione se ha nevicato di recente (meglio avere le gomme invernali!). Qui troverete un parcheggio con una decina di posti, gratuiti, ma che in un weekend di bel tempo si esauriscono in fretta. Non ci sono bar per un caffè, consiglio di fermarsi prima a Forno di Zoldo. Il paese è piccolissimo ma affascinante per le sue vecchie case, la chiesetta e la vista incredibile.

Lasciata l'auto tornate leggermente indietro, e prendete la strada forestale che sale a desta, troverete le indicazioni per il passo Tamai (sentiero 497). Dopo poco troverete un grande stabile, ex malga l'Avedin, attualmente in fase di restauro. La strada sale con ripidi tornanti nel bosco, fino a passo Tamai. Qui bisogna prendere il sentiero che prosegue a destra, numero 499. In breve si raggiunge la cima del Col Nero, poco interessante perché interamente coperta di alberi che nascondono il panorama. Una brevissima discesa e si raggiunge la Forzela. Si prosegue dritto sullo stesso sentiero. Questo ultimo tratto è molto bello, alterna ripide salite a tratti più dolci, con qualche scorcio sulle cime circostanti. Se non è passato nessuno prima di voi può essere difficile trovare il percorso: procuratevi una traccia gpx e prestate molta attenzione ai segnavia sugli alberi.

Pochi metri prima della cima il bosco finalmente si apre, lasciando vedere l'incredibile panorama a 360°. Sulla cima c'è una piccola croce e un comodo tavolino per riposare. Alle vostre spalle il Pelmo mostra uno dei suoi lati migliori, mentre sotto di voi si apre tutta la Val di Zoldo sormontata dal maestoso Civetta.

Dopo una meritata pausa iniziate il percorso di rientro tornando sui vostri passo fino alla Forzela. Qui scendete a sinistra, sul sentiero 496. Anche qui se non c'è la traccia non sempre è facile trovare il sentiero. Dopo una ventina di minuti troverete un sentiero che scenda a sinistra: seguite quello e non continuate sul 496, che in caso di grossi accumuli di neve ad un certo punto diventa difficile da percorrere. Questa deviazione vi porterà sul sentiero 492, e in breve al bellissimo Mas de Sabe, un antico tabià del 1600. Continuando sul sentiero in breve tornerete a Costa e al parcheggio.



Posso farlo in altre stagioni?

Ciaspolata al monte Punta

Sì, questa escursione è perfetta per ogni stagione. Senza neve la scelta di itinerari è più ampia.

In estate si può salire da Forno di Zoldo, con un lungo ma bellissimo itinerario. Questa opzione, interamente sul lato sud della montagna è uno dei miei percorsi di allenamento primaverili preferiti, perché si libera in fretta dalla neve e permette di fare molto dislivello. Ci sono inoltre tante altre possibilità di concatenare questa cima con itinerari più lunghi, per esempio partendo da Brusadaz si può raggiungere Coi, le Mandre, il Sass de Formedal, monte Punta, Col de Saere, Costa. Lungo e magnifico itinerario.

In autunno il Punta è uno dei miei posti preferiti per ammirare il foliage! Consiglio di partire da Costa e seguire il sentiero 492 fino al Col di Salere, per poi prendere il 499, e rientrare sul percorso sopra descritto.


Varianti

In inverno i sentieri percorribili sono limitati. Il lungo sentiero che sale da Forno passando dal Col de Salere è impraticabile nell'ultimo tratto, così come le altra varianti più lunghe. L'unca alternativa è il sentiero che sale da Zoppè. A mio parere questa opzione è meno interessante, più breve e ripida, e senza la possibilità di percorrere un anello.


Mappa e tracciato

Ciaspolata al monte Punta

Se volete una mappa cartacea consiglio la mappa Tabacco 25, Val di Zoldo. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.




Con la guida

Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?

Innanzitutto se non hai dimestichezza con l'ambiente innevato, se non sai valutare il rischio valanghe, non conosci il territorio e non hai mai indossato le ciaspole ti sconsiglio di avventurarti sulla neve da solo. La montagna in inverno è pericolosa e un errore può essere fatale. Durante il periodo invernale i soccorsi in montagna sono molti, la conoscenza dell'ambiente e il rispetto dei propri limiti vengono sempre più trascurati, perciò anche pensare "seguo gli altri" non ti mette al sicuro. Invece una guida è esperta del territorio e ti guiderà in sicurezza su questo o altri itinerari in base alle condizioni del momento e alla tua preparazione. Se dovesse ritenere pericoloso questo percorso te ne proporrà uno alternativo, così da non perdere la giornata!

Inoltre la guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata sulla neve ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.

La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, e potrà noleggiarti le ciaspole e i bastoncini, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento. Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!

Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

Ciaspolata al monte Punta

Disclaimer

Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.

Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.

Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo e di innevamento, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.

Ciaspolata al monte Punta

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