top of page

Rifugio Vajolet

  • 9 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min
ciaspolata rifugio Vajolet

La ciaspolata al rifugio Vajolet è forse la più famosa della Val di Fassa, e tra le più note escursioni invernali in Dolomiti. I motivi sono vari, ma sicuramente uno dei più validi è la vista che si può godere lungo questa escursione: bellissima dall'inizio alla fine, sempre diversa e che non stanca mai. Inoltre è un'escursione facile, battuta con il gatto delle nevi nella prima metà. Infine, elemento non trascurabile in inverno, è sempre al sole, il che la rende di gran lunga preferibile ad altre ciaspolate in valle che sono sempre all'ombra (Val Duron o Val San Nicolò).

Questa zona è giustamente famosa per le escursioni estive, infatti offre moltissime possibilità per principianti ed esperti, e l'ambiente è grandioso. Anche in inverno vi riserverà sorprese non da poco!


Lunghezza: 12,5 km

Dislivello: 700 m

Difficoltà: media

Tempo stimato: 5 ore

Quota minima: parcheggio Muncin , 1600 m

Quota massima: rifugio Vajolet, 2243 m

Punti d'appoggio: rifugio Gardeccia



Itinerario

Per raggiungere il parcheggio all'inizio di questa escursione dovete innanzitutto raggiungere Muncion: ad una rotonda a metà strada tra Mazzin e Pozza di Fassa prendete la strada che sale ripida verso il paese. Attraversate l'abitato a continuate sulla strada fino a superare alcune cascine e un ponte, subito dopo il quale troverete un ampio parcheggio, gratuito e spalato. Non fatevi fermare dal cartello di divieto di accesso all'inizio della strada: se leggete bene troverete scritto che la strada è chiusa solo nella stagione estiva.

Indossate le ciaspole o i ramponcini (il primo tratto è battuto, quindi i ramponi sono sufficienti) e prendete il sentiero che sale nel bosco. La strada prosegue con una dolce salita prima in un bel bosco di abeti, poi tra i mughi, fino al rifugio Gardeccia. Fin qui non c'è nessuna difficoltà, l'escursione è piacevole e semplice, tanto che è percorsa anche da molte famiglie che si divertono a fare la discesa in slittino. Raggiunto il rifugio in circa un'ora potrete approfittarne per un caffè o un bombardino, infatti è aperto tutti i giorni da dicembre ad aprile.

Fino a qui il percorso è stato facile e senza nessun pericolo. Oltre, ma soprattutto nell'ultimo tratto, il rischio di valanghe è alto, perciò valutate attentamente la situazione.

Proseguite alle spalle del rifugio e prendete il sentiero 546. Già si può vedere il rifugio Preuss, in cima ad una roccia (il Vajolet è subito dietro). Ora si sale più ripidi per un paio di tornanti, sempre con vista grandiosa sia davanti che dietro, e si passa in mezzo ad un boschetto di antichi e contorti pini cembri. Un tratto più dolce vicino al fiume ci porta alla base degli ultimi tornanti. Con un ultimo sforzo si supera questo ultimo dislivello per arrivare al rifugio Preuss e al Vajoet. Le Torri del Vajolet ora svettano immense sopra le nostre teste, e possiamo fermarci per un meritato panino.

Il rientro è sulla stessa strada dell'andata.



Posso farlo in altre stagioni?

In estate si può raggiungere il rifugio Gardeccia con la navetta. A mio avviso vale la pena accorciare la salita fino al Vajolet, così da poter dedicare più tempo ad esplorare altri sentieri, non percorribili in inverno (si può andare al rifugio Re Alberto, al Passo Principe o al rifugio Roda di Vael, tutti itinerari meravigliosi)


Varianti

Dal rifugio Vajolet è possibile proseguire in direzione del rifugio Passo Principe, lungo il sentiero 584. Valutare bene il rischio valanghe prima di proseguire in questa direzione.


Mappa e tracciato

ciaspolata rifugio Vajolet

Se volete una mappa cartacea consiglio la mappa Tabacco 06, val di Fassa e Dolomiti Fassane. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.




Con la guida

Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?

Innanzitutto se non hai dimestichezza con l'ambiente innevato, se non sai valutare il rischio valanghe, non conosci il territorio e non hai mai indossato le ciaspole ti sconsiglio di avventurarti sulla neve da solo. La montagna in inverno è pericolosa e un errore può essere fatale. Durante il periodo invernale i soccorsi in montagna sono molti, la conoscenza dell'ambiente e il rispetto dei propri limiti vengono sempre più trascurati, perciò anche pensare "seguo gli altri" non ti mette al sicuro. Invece una guida è esperta del territorio e ti guiderà in sicurezza su questo o altri itinerari in base alle condizioni del momento e alla tua preparazione. Se dovesse ritenere pericoloso questo percorso te ne proporrà uno alternativo, così da non perdere la giornata!

Inoltre la guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata sulla neve ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.

La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, e potrà noleggiarti le ciaspole e i bastoncini, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento. Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!

Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

ciaspolata rifugio Vajolet

Disclaimer

Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.

Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.

Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo e di innevamento, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.

ciaspolata rifugio Vajolet

Commenti


bottom of page