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Monte Specie

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min
ciaspolata rifugio città di carpi

Itinerario bellissimo, lungo e di gran soddisfazione. In estate il Monte Specie è molto frequentato, famoso per a vista sulle Tre Cime di Lavaredo e per la facilità del sentiero. In inverno è molto più tranquillo, le ampie "colline" che precedono la cima principale diventano onde bianche che saranno il parco giochi di ciaspolatori e sci alpinisti.

Generalmente chi vuole raggiungere questa cima prende il sentiero breve: da Villabassa in Val Pusteria si sale in auto fino a Prato Piazza, e da qui la salita alla vetta è molto più breve. L'itinerario qui proposto parte invece da Carbonin, poco dopo il Passo di Cimabanche, sulla strada che collega Cortina a Dobbiaco. Certamente un percorso più lungo, ma poco frequentato, e adatto a chi arriva da Cortina.

L'escursione non presenta difficoltà tecniche, né elevato rischio di valanghe, tuttavia la lunghezza e il dislivello non sono da sottovalutare.


Lunghezza: 17 km

Dislivello: 900 m

Difficoltà: media

Tempo stimato: 6 ore

Quota minima: Carbonin, 1480 m

Quota massima: Monte Specie, 2309 m

Punti d'appoggio: rifugio Vallandro



Itinerario

Dopo il passo di Cimabanche, e poco prima di raggiungere l'hotel di Carbonin, troverete un parcheggio sulla destra, e l'inizio del sentiero a sinistra. Se volete un caffè prima di patire raggiungete Carbonin, dove c'è il bar dell'hotel.

Attraversate la strada e imboccate l'ampia strada forestale numero 37, che con lunghi e dolci tornanti vi porterà da poco meno di 1500 metri ai 2000 del rifugio Vallandro. Bisogna ammettere che la prima parte di questo percorso è un po' monotona. Il bosco non è troppo interessante e nasconde la visuale. Se la neve lo consente potete percorrere il sentiero che taglia i tornanti.

ciaspolata al monte specie

Comunque verso la fine la fatica sarà ripagata dalla vista grandiosa che si apre sul Cristallo ricoperto di neve. Mano a mano che si sale verso il rifugio compare anche la Croda Rossa, con il suo inconfondibile colore. Raggiunto il rifugio potete concedervi una meritata pausa, lo troverete aperto tutto l'inverno, da dicembre a fine marzo. Proprio di fronte al rifugio si trova un antico forte, il forte Plätzwiese costruito tra il 1888 e il 1895, dall'Impero austro-ungarico, e utilizzato durante la prima guerra mondiale.

Dopo la pausa prendete il sentiero 34, alle spalle del rifugio, e salite in direzione del Picco di Vallandro fino ad un cartello segnavia. Qui girate a sinistra e dopo un'altra salita ripida raggiungete un bel tratto pianeggiante. Qui la vista è grandiosa, e i numerosi terrazzini e collinette si prestano a foto strepitose.

Ormai vedrete già la grande croce di vetta davanti a voi. Dopo la Sella di Monte Specie, dove ci sono altre postazioni militari, mancherà solo un ultimo sforzo per raggiungere la tanto desiderata vetta. Da qui potrete finalmente avere la vista sulle Tre Cime di Lavaredo, ma anche tutte le montagne circostanti sono favolose.

Il rientro avviene sullo stesso itinerario dell'andata.



Posso farlo in altre stagioni?

Sì, questo percorso può essere fatto in estate e autunno. Lo sconsiglio in primavera, quando il disgelo rende pericolosa la salita alla cima (si può comunque salire fino al rifugio.

In estate è possibile percorrere un anello, così da scendere da un sentiero diverso. Basterà proseguire fino al rifugio Prato Piazza e poi prendere il sentiero 18 per passo Cimabanche.


Varianti

In caso di poca neve potete percorrere, all'andata o al ritorno, la scorciatoia che collega il rifugio Vallandro alla Sella di monte Specie. Se ci sono grossi accumuli di neve non avventuratevi su questo tratto.


Mappa e tracciato

ciaspolata al monte specie

Se volete una mappa cartacea consiglio la mappa Tabacco 31, Dolomiti di Braies, la numero 03, Dolomiti Ampezzane, oppure la numero 10, Dolomiti di Sesto. Tuttavia suggerisco una buona app su cellulare con tracciato gpx.




Con la guida

Perché fare questo percorso con la guida se hai già tutte le informazioni?

Innanzitutto se non hai dimestichezza con l'ambiente innevato, se non sai valutare il rischio valanghe, non conosci il territorio e non hai mai indossato le ciaspole ti sconsiglio di avventurarti sulla neve da solo. La montagna in inverno è pericolosa e un errore può essere fatale. Durante il periodo invernale i soccorsi in montagna sono molti, la conoscenza dell'ambiente e il rispetto dei propri limiti vengono sempre più trascurati, perciò anche pensare "seguo gli altri" non ti mette al sicuro. Invece una guida è esperta del territorio e ti guiderà in sicurezza su questo o altri itinerari in base alle condizioni del momento e alla tua preparazione. Se dovesse ritenere pericoloso questo percorso te ne proporrà uno alternativo, così da non perdere la giornata!

Inoltre la guida potrà accompagnarti oltre al semplice ammirare il paesaggio: potrà mostrati, insegnarti e spiegarti quello che ci circonda. Che montagna è quella? Che animali vivono nel bosco? Perché le Dolomiti sono speciali? La guida risponderà alle tue domande e ti farà scoprire la storia e le peculiarità del luogo. In questo modo la tua giornata in Dolomiti non sarà solo una camminata sulla neve ma una vera esperienza che ricorderai per sempre.

La guida ti aiuterà nella scelta dell'attrezzatura, e potrà noleggiarti le ciaspole e i bastoncini, consigliarti su dove eventualmente noleggiare scarponi da trekking e abbigliamento. Per determinate località offro un servizio di trasporto dall'hotel. Così non dovrai pensare a guidare, al percorso né all'attrezzatura, e potrai goderti la giornata senza pensieri!

Per prenotare questa o altre escursioni con me visita la pagina ESCURSIONI SU MISURA.

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Disclaimer

Questo post è stato scritto secondo la mia personale esperienza in montagna.

Potete utilizzare le informazioni riportate e il tracciato gpx a vostro rischio, non mi assumo responsabilità.

Ricordatevi che la montagna non perdona. Prima di partire da soli studiate attentamente il percorso, verificate le condizioni meteo e di innevamento, procuratevi attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Se non siete esperti non andate da soli, ma contattate una guida.

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